SmartContract: cosa sono e come possono aiutare le imprese?

Filippo Calabrese

Filippo Calabrese

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Introduzione

Il mondo della blockchain e delle criptovalute è oggi un settore in crescita esponenziale; legata a questo ambito è sicuramente l’espressione SmartContract, molto utilizzata soprattutto quando si parla di Ethereum.

Tuttavia, mentre quest’ultima tipologia di criptovaluta è ben nota ai più, gli SmartContract necessitano probabilmente di ulteriori chiarimenti; quindi, cosa sono, come funzionano e come rappresentano un aiuto al business? Cerchiamo di fare chiarezza su questo argomento molto specifico, fornendo un’analisi breve ma allo stesso tempo dettagliata di ogni domanda posta.

 

SmartContract: cosa sono?

Per comprendere il reale significato di questo termine, è bene partire dall’analisi della sua traduzione: letteralmente, SmartContract significa “contratto intelligente”.

Questa specifica espressione chiarisce il suo stesso concetto: uno SmartContract non è altro che un software basato sulla tecnologia che è diventata nota come “blockchain”.

Esso, infatti, va a definire regole, penali e clausole di accordo esattamente come un contratto puramente tradizionale; la differenza tra le due categorie si trova proprio nella presenza di un particolare software che permette di automatizzare processi come il pagamento che si attiva al verificarsi di una condizione ben definita.

 

Qual è la portata degli SmartContracts?

In sostanza, sono frequentemente utilizzati nei casi in cui vi sia la necessità di scambiare somme di denaro anche ingenti o di regolare trasferimenti di proprietà, il tutto grazie al livello di trasparenza che questa metodologia garantisce.

Le transazioni operabili con l’ausilio degli SmartContracts possono essere effettuate anche in assenza di figure come notai e commercialisti, in quanto non c’è la reale necessità di qualcuno che rediga i documenti o gestisca le varie clausole degli accordi raggiunti: questi compiti sono assolti dal software che rende possibili gli smart contracts.

 

Da dove provengono gli SmartContracts?

Per analizzare la storia che sta dietro all’ideazione di questo nuovo tipo di contratto, è necessario tornare indietro nel tempo, arrivando alla prima metà degli anni Novanta, durante i quali il giurista e crittografo Nick Szabo si rese conto che il tradizionale registro decentralizzato poteva assumere il ruolo di creatore di contratti intelligenti, liberandosi di fatto dell’unico compito che aveva svolto fino a quel momento.

Nel corso degli anni, infatti, gli smart contract presero sempre più piede, fino ad attirare l’attenzione di Satoshi Nakamoto, inventore di Bitcoin, e successivamente di Vitalik Buterin, creatore di Ethereum, che sfruttarono e sfruttano tuttora gli smart contract per centrarli nel funzionamento della blockchain e delle loro criptovalute.

Ma qual è il funzionamento effettivo degli SmartContracts?

A developer coding on multiple screens

SmartContract: come funzionano?

Innanzitutto, la prima fase della procedura di SmartContract prevede la trascrizione di tale contratto, che include tutte le clausole di accordo alla base della sua sottoscrizione.

Successivamente, viene depositato nella blockchain, sottoposto ai controlli dei partecipanti alla catena che ne verificano l’attendibilità, l’accuratezza delle informazioni contenute e la veridicità di quanto stipulato: se lo smart contract supera queste fasi di verifica, viene inserito in uno dei blocchi della blockchain.

Successivamente, i partecipanti alla catena utilizzano il protocollo noto come Proof of Work (PoW) per finalizzare la convalida della blockchain in cui è contenuto lo SmartContract; a seguito di questa procedura, i responsabili ricevono una ricompensa sotto forma di criptovaluta Ether. Con lo SmartContract correttamente inserito nella blockchain, la palla passa a una figura esterna ad essa, in molti casi assolta da un’app, che avrà il compito di verificare se le clausole inserite nell’accordo sono state rispettate: in questo caso, l’app invierà un segnale alla blockchain certificando che una delle clausole concordate è stata rispettata.

Per capire praticamente come funziona la procedura appena descritta, è bene fare un esempio: immaginiamo un consumatore che, in occasione del Black Friday o di un certo periodo di forti sconti, decida di acquistare un dispositivo elettronico, come un televisore, utilizzando un e-commerce.

Supponiamo però che tale consumatore decida di non pagare al momento dell’ordine, ma al momento della consegna al domicilio indicato al momento dell’acquisto; questo potrebbe nascondere alcuni pericoli, come la possibilità che il corriere derubi il cliente o che accada l’esatto contrario.

In questo senso, sarebbe più utile uno SmartContract che preveda una clausola che faccia scattare il pagamento nel momento preciso in cui la spedizione parte verso l’indirizzo indicato dal cliente: questo escluderebbe le criticità sopra descritte attraverso la redazione di uno smart contract.

 

SmartContract: come aiutano le imprese?

I vantaggi che uno SmartContract comporta sono molteplici e, soprattutto, piuttosto evidenti: innanzitutto, il suo utilizzo consente un grado di autonomia non indifferente, che estromette un eventuale intermediario nelle operazioni di contrattazione, mettendo tutto nelle sole mani dei due contraenti.

Inoltre, la pura gestione dello smart contract è un compito automatico della blockchain, che controllerà le clausole e la loro correttezza e segnalerà se qualcuna di esse è soddisfatta.

Oltre all’autonomia fornita, uno smart contract garantisce un notevole risparmio in termini di denaro, derivante dall’automazione del processo: non dovendo ricorrere a nessuna figura con il compito di intervenire nella transazione, si risparmiano ingenti somme di denaro che altrimenti sarebbero andate a pagare notai, commercialisti o avvocati.

Inoltre, la blockchain è in grado di garantire una sicurezza dei dati pressoché inviolabile: per questo motivo la stipula di uno smart contract è molto più sicura di quella di un contratto tradizionale, dal momento che anche le clausole sono criptate.

Infine, mentre i contratti tradizionali possono contenere errori perché sono redatti a mano, gli SmartContracts non corrono questo rischio perché fanno parte della sfera informatica e, quindi, non contengono possibilità di errori di redazione.